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Aree tematiche Bonus mobili ed elettrodomestici

I mobili componibili (basi, pensili, colonne, top) rientrano nel bonus come normali mobili. Gli elettrodomestici incassati (forno, frigorifero, lavastoviglie, piano cottura) rientrano solo se rispettano la classe energetica minima prevista. Se il forno incassato è in classe A, ad esempio, è detraibile; se è di una classe inferiore, quella parte di spesa va esclusa dal calcolo. Il bonus si può richiedere mediante detrazione ai fini dell’Irpef per i 10 anni successivi a quello dell’acquisto.

Cos’è il bonus mobili 2026?

Il limite massimo di spesa riguarda la singola unità immobiliare, comprensiva delle pertinenze, o la parte comune dell’edificio oggetto di ristrutturazione. Quindi, il contribuente che esegue lavori di ristrutturazione su più unità immobiliari avrà diritto più volte al beneficio. È una detrazione Irpef per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici, destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione.

Ricorda di pagare con strumenti tracciabili e di conservare la fattura dettagliata. Rientrano invece nel bonus anche le spese accessorie di trasporto e montaggio dei mobili acquistati, purché il pagamento avvenga con le modalità corrette che vedremo più avanti. Se paghi 200 euro per la consegna e il montaggio di un armadio, anche quella cifra concorre al tetto di 5.000 euro ed è quindi detraibile al 50%. La detrazione non utilizzata in tutto o in parte non si trasferisce né in caso di decesso del contribuente né in caso di compravendita dell’immobile. Quindi, in questo secondo caso, il credito rimane in testa welle bonus a colui che ha acquistato i mobili.

Classi energetiche ammesse per gli elettrodomestici

  • Si ha diritto al bonus mobili ed elettrodomestici anche quando il contribuente ha scelto, in alternativa alla fruizione diretta delle detrazioni per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, di cedere il credito o di esercitare l’opzione per lo sconto in fattura.
  • In particolare, il comma 2, dell’articolo 16, del decreto legge 63 del 2013 prevede che i contribuenti che fruiscono della detrazione Irpef per lavori di recupero del patrimonio edilizio possano beneficiare di un’ulteriore detrazione fiscale del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici.
  • L’Agenzia delle entrate ha stabilito che l’eventuale ritardo o mancato invio della comunicazione non comporta la perdita dell’agevolazione (Risoluzione n. 46/E del 18 aprile 2019).
  • L’importo massimo di spesa va, infatti, riferito a ciascuna unità abitativa oggetto di ristrutturazione.
  • Quando acquisti una cucina componibile completa, devi distinguere due parti.
  • La detrazione non utilizzata in tutto o in parte non si trasferisce né in caso di decesso del contribuente né in caso di compravendita dell’immobile.

A titolo esemplificativo, rientrano tra i mobili agevolabili letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, nonché i materassi e gli apparecchi di illuminazione che costituiscono un necessario completamento dell’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione. In caso di deposito di un titolo edilizio da parte di un architetto, geometra o ingegnere (SCIA o CILA), sarà sufficiente conservare il modello dell’atto. Qualora la ristrutturazione non richiedesse questa documentazione, sarà sufficiente una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. Tra le poche soluzionifiscali rimaste a partire dal 1° gennaio 2025, la Legge 30 dicembre 2024,n. 207 (Legge di Bilancio 2025) ha inserito un nuovo contributoche servirà per l’acquisto di un solo elettrodomestico. Inoltre, non è richiesto espressamente il bonifico parlante, vincolante invece per il pagamento dei lavori di ristrutturazione.

COSA SPETTA

In tutti i casi in cui non siano richiesti i documenti di inizio dei lavori, si può sottoscrivere una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà ai sensi dell’articolo 47 del DPR 445 del 2000. Si, se si possiede la documentazione richiesta dalla legge e si eseguono gli stessi adempimenti previsti per gli acquisti effettuati in Italia. Per il quadro completo delle detrazioni casa 2026 — aliquote 50% e 36%, massimali, cumuli — il riferimento resta la nostra guida alle detrazioni 50% e 36% e la fotografia dei costi di ristrutturazione al mq, utile per pianificare l’intero budget, cantiere e arredi compresi. La Legge di Bilancio 2026 ha prorogato il bonus mobili anche per il 2026. Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), residenti o meno nel territorio dello Stato. Quindi, se hai un lavoro e risiedi in Italia, potrai accedere al bonus.

Come funziona il bonus mobili nel 2025

Comunque hai diritto al bonus mobili ed elettrodomestici anche qualora avessi ceduto il bonus ristrutturazione o effettuato lo sconto in fattura sulle spese di ristrutturazione. Nel caso di frazionamento o accorpamento di unità immobiliari, per l’individuazione del limite di spesa per l’acquisto dei mobili e grandi elettrodomestici, vanno considerate le unità immobiliari censite in catasto all’inizio degli interventi edilizi e non quelle risultanti alla fine dei lavori. L’importo massimo del bonus mobili 2025, pari a 5.000 euro di detrazione fiscale, si riferisce a ciascuna unità abitativa interessata dai lavori. Infine, la legge di Bilancio non stabilisce un particolare limite di ISEE per la richiesta del bonus mobili 2025. Rientrano tra i lavori validi la manutenzione straordinaria su singole unità immobiliari, il restauro e il risanamento conservativo, la ristrutturazione edilizia, oltre ad alcuni interventi su parti comuni condominiali quando riguardano l’intero edificio.

Questo soggetto deve essere titolare di un diritto reale sull’immobile, come detto in precedenza. Puoi portare in detrazione anche i mobili realizzati su misura dagli artigiani. Pur ribadendo il nostro giudizio critico sulle misure, la guida vuole essere un supporto pratico rispetto ai numerosi bonus disponibili. È quindi importante rivolgersi ai CAAF CGIL, Centri di Assistenza Fiscale della Cgil; e al Patronato INCA CGIL per una consulenza personalizzata.

Si stabilisce che la detrazione del 50% per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici in caso di interventi di ristrutturazione si applica anche per le spese sostenute nel 2026 e con lo stesso limite di spesa detraibile di 5.000 euro previsto per il 2025. In particolare, il comma 2, dell’articolo 16, del decreto legge 63 del 2013 prevede che i contribuenti che fruiscono della detrazione Irpef per lavori di recupero del patrimonio edilizio possano beneficiare di un’ulteriore detrazione fiscale del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici. La nuova legge di Bilancio ha prorogato il bonus mobili per tutto il 2025, lasciando invariati, rispetto al 2024, i limiti di spesa e il perimetro di detrazione fiscale.

  • Rispettando tutte queste prescrizioni, la detrazione può essere fruita anche nel caso di mobili e grandi elettrodomestici acquistati all’estero.
  • Il limite massimo di spesa riguarda la singola unità immobiliare, comprensiva delle pertinenze, o la parte comune dell’edificio oggetto di ristrutturazione.
  • Sono invece esclusi porte, pavimentazioni, tende e altri complementi di arredo che la normativa non considera mobili in senso stretto.
  • Dal 2026 non sarà più possibile beneficiare dell’agevolazione poiché il bonus non è stato più prorogato.
  • Tutti i lavori di cui sopra sono utili per fruire del bonus mobili 2025 a prescindere da quale importo sia stato sostenuto per gli interventi, mentre lo stesso decreto legge 63 del 2013 non fa distinzione tra lavori su una prima casa o su una seconda casa.
  • L’importo massimo del bonus mobili 2025, pari a 5.000 euro di detrazione fiscale, si riferisce a ciascuna unità abitativa interessata dai lavori.
  • Non sono sempre necessarie le comunicazioni comunali CILA o la SCIA per accedere al bonus ristrutturazioni e quindi di conseguenza al bonus mobili.

Quali mobili si possono acquistare con il bonus 2025

L’agevolazione spetta anche per gli acquisti effettuati nel 2021, ma potrà essere richiesta solo da chi realizza un intervento di ristrutturazione edilizia iniziato a partire dal 1° gennaio 2020. La detrazione si ottiene indicando le spese sostenute nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o modello Redditi persone fisiche) e spetta unicamente al contribuente che usufruisce della detrazione per le spese di intervento di recupero del patrimonio edilizio. Per esempio, se le spese per ristrutturare l’immobile sono state sostenute soltanto da uno dei coniugi e quelle per l’arredo dall’altro, il bonus per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici non spetta a nessuno dei due. La norma prescrive che i lavori edilizi debbano essere iniziati a partire dal 1° gennaio dell’anno che precede quello dell’acquisto dei mobili.

Nella pratica quotidiana emergono spesso situazioni particolari in cui non è immediato capire cosa rientra nel bonus mobili 2026. E’ possibile detrarre anche le spese di trasporto e di montaggio dei beni acquistati. Per dimostrare di essere nei tempi giusti è indispensabile fare riferimento alla data della transazione, riportata ad esempio nei pagamenti con carta. Da questo punto di vista si può affermare che la proroga della misura anche al 2025 ha lasciato invariate le modalità di spesa.

La classe energetica è indicata sull’etichetta energetica obbligatoria applicata al prodotto e presente nella scheda tecnica. Per il 2026 servono almeno la classe A per i forni, la classe E per lavatrici, lavasciuga e lavastoviglie, la classe F per frigoriferi e congelatori. Occorre realizzare degli interventi oppure è possibile ottenere il bonus senza ristrutturazione? Qual è il tetto massimo detraibile e quando è possibile applicare l’iva al 10% sugli acquisti. Un’avvertenza particolare riguarda proprio il tetto di spesa e l’utilizzo dell’incentivo in più anni. Se il bonus era stato usato in detrazione già nello scorso anno grazie a lavori edilizi relativi al 2024, è necessario detrarre la quota dei relativi acquisti dai 5.000 euro del 2025.

Per richiedere il bonus mobili e grandi elettrodomestici nel 2025 è necessario, pertanto, che i lavori di ristrutturazione edilizia siano iniziati non prima del 1° gennaio 2024. Il tetto massimo di spesa detraibile per il 2026 resta fissato a 5.000 euro per ogni unità immobiliare oggetto di ristrutturazione. Su questo importo si applica una detrazione del 50%, da ripartire in dieci quote annuali di pari importo nella dichiarazione dei redditi. Chi spende, ad esempio, 4.000 euro per arredare la cucina rinnovata avrà diritto a una detrazione complessiva di 2.000 euro, suddivisa in dieci anni. Un altro punto che devi conoscere bene prima di scoprire cosa rientra nel bonus mobili 2026 è il tetto massimo di spesa.

Un caso particolare riguarda le giovani coppie, per le quali sono previste condizioni specifiche che nel tempo sono cambiate. Se rientri in questa categoria, ti invitiamo a leggere l’approfondimento dedicato al bonus mobili giovani coppie 2026, dove spieghiamo cosa è cambiato e quali agevolazioni restano disponibili. Per beneficiare del Bonus mobili è, pertanto, necessario che l’intervento sull’abitazione sia riconducibile almeno alla manutenzione straordinaria, di cui all’articolo 3, comma 1, lettera b), del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n.

Infine, è possibile ottenere il bonus mobili anche aderendo al Supersismabonus e sismabonus “ordinario” (interpello n. 419 del 29 settembre 2020). L’Agenzia delle Entrate ti restituirà il 50 % in detrazioni dalle tasse IRPEF. Quindi, l’Agenzia, non ti verserà sul conto 2.000 € (50% di 4.000 €) ma ti restituirà la somma scalandola dalle tasse future, in più rate annuali, per la precisione 10.

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